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Quintodecimo Vigna DOCG 2015

149,00  Iva incl.

Peso1300 g
Produttore

Solo 1 pezzi disponibili

COD: PLG-QUITA15 Categorie: ,
Descrizione

Quintodecimo Vigna DOCG 2015

Il Taurasi riserva Quintodecimo Vigna DOCG 2015 è un cru di due ettari di aglianico, ottenuto dall‘omonima vigna, piantata nel 2001 sul versante nord-ovest della tenuta. Il suolo è costituito da rocce argillose espandibili, molto ricche in calcare. La vigna, a 420 metri di altitudine con una pendenza del 25% ed esposizione nord/ovest, è coltivata a controspalliera con potatura a cordone speronato ed ha una densità di impianto di 5.000 ceppi per ettaro. Il Quintodecimo Vigna DOCG 2015 è inoltre,un sottile equilibrio di piccoli frutti, spezie e note floreali. Seducente per classe ed intensità aromatica è completato da tannini saporiti e ben espressi in uno stile profondo e raffinato. È un vino di straordinaria ricchezza ed eleganza che raggiunge l’apice entro i primi vent’anni conservando i suoi caratteri ancora per moltissimi anni dopo.

L’assenza di piogge dopo la prima settimana di settembre e le giornate calde e soleggiate del mese di ottobre hanno dato un’importante contributo alla fase finale di maturazione delle uve. Le difficoltà registrate in fase di fioritura a causa delle piogge e delle basse temperature, che hanno portato ad una minore allegagione, hanno predisposto una conformazione dei grappoli più spargola rispetto alla normalità. La vendemmi è cominciata, come previsto, con una settimana di ritardo rispetto alla media. Il Taurasi rierva vigna Quintodecimo, è un sottile equilibrio di piccoli frutti, spezie e note floreali. Seducente per classe e dintensità aromatica è completato da tannini saporiti e ben espressi in uno stile profondo e raffinato. E’ un vino di straordinaria ricchezza ed eleganza che raggiunge l’apice entro i primi vent’anni conservando i suoi caratteri ancora per moltissimi anni dopo.

DATI TECNICI

Composizione: Aglianico 100%.

Vigneto di origine: Parcella Vigna Quintodecimo all’interno della tenuta Quintodecimo.

Anno d’impianto vigneto: 2001

Altitudine: 420 metri

Esposizione: Nord/Ovest

Terreno: Argille espandibili ricche in calcare

Densità d’impianto: 5000 ceppi per ettaro

Sistema di coltivazione e potatura: Controspalliera orizzontale semplice con potatura a cordone speronato

Resa: 1 kg per ceppo

Epoca di vendemmia: Seconda-terza decade di ottobre

Raccolta: Manuale, in piccole cassette da 15 kg in corrispondenza della piena maturazione fenolica

Vinificazione e elevage: Dopo accurata cernita pre- e post- diraspatura gli acini pigiati fermentano per 20-25 giorni ad una temperatura di 28-30° C. Successivamente viene realizzato un elevage di 18-24 mesi in barrique di rovere nuove

Abbinamenti: Tutti i piatti importanti, prevalentemente carni rosse, formaggi molto stagionati, vino da meditazione. Bottiglia da 0,75 cl

About brand
La cantina di Quintodecimo è “dentro” la vigna. È questo un aspetto molto importante. In tal caso il tempo di latenza tra raccolta ed ammostatura è quasi nullo, l’uva viene ammostata al massimo della freschezza e senza alcuna possibilità di alterazione. Inoltre questa condizione risponde ad un altro fondamentale requisito alla base della produzione del vino: vigneto e vino devono rappresentare una entità unitaria in modo tale da trasmettere l’idea di eternità, di infinito. In effetti è la cantina che ho sempre sognato. Semplice, piccola, essenziale, senza alcuna tecnologia particolare, fatta per soddisfare principalmente il mio proprio bisogno intimo più che stupire. Per me la cantina è un luogo di pace, di nobiltà, di silenzio, di meditazione, di raccoglimento. E’ un luogo semplice, ma razionale, che incoraggia l’uomo alla pazienza. Andare in cantina significa passare dalla luce all’oscurità. Per questo la cantina deve essere immersa nella terra. E’ un luogo oscuro per eccellenza. Essa è sotto terra e sotto la casa. È un luogo così che ho sempre sognato per il mio vino ed così che è stato realizzato a Quintodecimo. Il vino dalla vinificazione al confezionamento è sotto la casa di trenta scalini. E sapere che bisogna scendere questi gradini per raggiungerlo, contemplarlo, toccarlo, degustarlo è davvero un piacere unico che mi riempie di gioia.