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Quintodecimo Giallo d’Arles DOCG 2018

40,00  Iva incl.

Peso1650 g
Produttore

Solo 1 pezzi disponibili

COD: PLG-QUIGA18 Categorie: ,
Descrizione

Quintodecimo Giallo d’Arles DOCG 2018

L’uva del vitigno Greco di Tufo è caratterizzata da un contenuto di materia colorante superiore alle altre uve bianche campane. Per questo motivo alla maturazione presenta un bel colore giallo dorato con toni ambrati dal lato del sole. Il mosto è giallo-ocra tendente al rossiccio. Il vino, inoltre, se non sottoposto a chiarifiche, è giallo-oro intenso. Quintodecimo Giallo d’Arles è un’interpretazione estrema e rigorosa del Greco di Tufo. È un cru prodotto con le uve provenienti dalla vigna del Giallo d‘Arles che si trova a Tufo.

Il colore giallo-oro antico di Quintodecimo Giallo d’Arles DOCG 2018, tipico della denominazione, è reso ancora più intenso dalla breve permanenza, durante la fermentazione, in piccole botti di rovere e dalla completa assenza di interventi di chiarifica. È, inoltre, un vino bianco con la struttura di un rosso, potente e raffinato, caratterizzato da una profonda mineralità fusa con note di albicocca e confettura di mela cotogna e da un gusto pieno e fresco. Quintodecimo Giallo d’Arles ha inoltre anche una straordinaria predisposizione alla maturazione in bottiglia guadagnando, col trascorrere degli anni, sia in eleganza, che in complessità ed armonia. Il nome dato al vino è un omaggio al colore preferito da Van Gogh durante tutto il periodo trascorso ad Arles, un giallo preludio del rosso.

DATI TECNICI
Composizione: Greco di Tufo 100%.

Vigneto di origine: Tufo (vigna del Giallo D’Arles, contrada Santa Lucia).

Anno d’impianto vigneto: 2001.

Altitudine: 450 metri.

Esposizione: Sud/Ovest.

Terreno: Argilloso-calcareo.

Densità d’impianto: 4000 ceppi per ettaro.

Sistema di coltivazione e potatura: Controspalliera orizzontale semplice con potatura a Guyot.

Resa: 1,2 kg per ceppo.

Epoca di vendemmia: Seconda decade di ottobre.

Raccolta: Manuale, in piccole cassette da 15 kg in corrispondenza della piena maturazione aromatica dell’uva.

Vinificazione e elevage: Le uve vengono sottoposte ad una lunga pressatura dei grappoli interi, il mosto di sgrondo, rigorosamente protetto dall’ossigeno, viene separato da quello di pressa ed illimpidito per sedimentazione naturale. La fermentazione avviene per il 70% in tini di acciaio inox e per il 30% in barrique di rovere nuove. Il Quintodecimo Giallo d’Arles subisce inoltre un periodo di otto mesi di elevage su fecce fini regolarmente risospese nel vino. 

Abbinamenti consigliati: Il Quintodecimo Giallo d’Arles DOCG è l’ideale da abbinare a tutto pasto o a ricchi piatti a base di pesce, crostacei, frutti di mare crudi, per non parlare anche di torte salate, zuppe e vellutate di verdure. Bottiglia da 0,75 cl

About brand
La cantina di Quintodecimo è “dentro” la vigna. È questo un aspetto molto importante. In tal caso il tempo di latenza tra raccolta ed ammostatura è quasi nullo, l’uva viene ammostata al massimo della freschezza e senza alcuna possibilità di alterazione. Inoltre questa condizione risponde ad un altro fondamentale requisito alla base della produzione del vino: vigneto e vino devono rappresentare una entità unitaria in modo tale da trasmettere l’idea di eternità, di infinito. In effetti è la cantina che ho sempre sognato. Semplice, piccola, essenziale, senza alcuna tecnologia particolare, fatta per soddisfare principalmente il mio proprio bisogno intimo più che stupire. Per me la cantina è un luogo di pace, di nobiltà, di silenzio, di meditazione, di raccoglimento. E’ un luogo semplice, ma razionale, che incoraggia l’uomo alla pazienza. Andare in cantina significa passare dalla luce all’oscurità. Per questo la cantina deve essere immersa nella terra. E’ un luogo oscuro per eccellenza. Essa è sotto terra e sotto la casa. È un luogo così che ho sempre sognato per il mio vino ed così che è stato realizzato a Quintodecimo. Il vino dalla vinificazione al confezionamento è sotto la casa di trenta scalini. E sapere che bisogna scendere questi gradini per raggiungerlo, contemplarlo, toccarlo, degustarlo è davvero un piacere unico che mi riempie di gioia.